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La Union River stila il bilancio

9 Marzo 2020 Stampa articolo

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Il progetto Union River, società di calcio di puro settore giovanile che comprende i comuni di Gavello, Crespino, Guarda Veneta e Bosaro, da questa stagione sportiva è un qualcosa di concreto. Tutto nasce nel 2017, come ricorda Emanuele Destro, vicepresidente del club dai colori sociali giallo rossoblù, in un direttivo formato dal presidente Marco Paganico, dal segretario Fabio Pozzato, dalla tesoriera Michela Sasso, dal direttore generale Ivano Sparapan, dal direttore sportivo Riccardo Romagnolo con i consiglieri Giancarlo Biasiolo, Giorgio Concordia e Nicola Fredini.
“Allora, ricorda Destro, nel 2017, era stato rivolto un invito a società e amministrazioni locali nel collaborare insieme alla costruzione di un’unica e importante nuova matricola che si occupasse di sviluppare l’intera filiera di giovani atleti dai primi calci fino agli allievi. I principi erano e sono gli stessi che l’Union River sta portando ora sul territorio. Rispetto, educazione, regole, trasparenza e una progettualità per i prossimi anni futuri. Partendo dal principio del bene comune. Progetto che doveva abbracciare in particolar modo l’ambito sociale e il territorio in un periodo epocale nel quale le nascite sono sempre meno e le comunità si stanno spopolando, dove c’è il bisogno di costruire integrazione con famiglie provenienti da altri paesi”. 

Da quell’idea del 2017, alla nascita dell’Union River. “Inutile negare che i primi mesi sono stati molto impegnativi: organizzazione, persone, obiettivi. La pianificazione strutturale ed operativa è stata la chiave di volta. Abbiamo dovuto fare scelte importanti, alcune sofferte ma ora possiamo affermare che tutto funziona. Molte adesioni iniziali con nuovi e costanti contatti negli ultimi mesi da altre realtà. L’interesse alla nostra nuova realtà sia sotto l’aspetto umano che istituzionale è in continuo aumento. Fondamentale il supporto delle prime quattro amministrazioni comunali: Bosaro, Crespino, Gavello e Guarda Veneta, sempre disponibili e presenti alla realizzazione del progetto. Importante l’aiuto delle associazioni territoriali che non perdono occasione nel coinvolgerci nelle loro iniziative. Attualmente abbiamo circa 100 tesserati, filiera atleti completata, ed è solo la partenza di un progetto molto ambizioso che con molta umiltà cerca, con il lavoro quotidiano, di migliorare qualitativamente e quantitativamente. Abbiamo deciso di affiliarci al Chievo Verona, un percorso che rappresenta un qualcosa di immaginabile per professionalità, disponibilità, collaborazione, vicinanza alle nostre necessità, formazione a tutto campo, mister, dirigenti, in aula e sul campo di gioco. Infine, grazie alla collaborazione di un’altra associazione è arrivato anche il nuovo pulmino.”
Quali sono state le difficoltà maggiori?

“Assestata l’organizzazione iniziale del chi fa che cosa e come lo si deve fare, credo che l’unica difficoltà incontrata sia stata il distogliere l’attenzione verso le chiacchiere da bar, spesso, frutto dell’invidia altrui. Problem solving è l’azione quotidiana che ognuno di noi intraprende. Davanti a ogni problema, a qualsiasi difficoltà quotidiana, l’importante è agire prontamente con azioni risolutive e non piangersi addosso.”

Quali sono i progetti in cantiere?

“Molteplici. Il primo torneo targato Union River riporterà in primavera, nello specifico, a Gavello, il Memorial Stefano Concordia per l’attività di base.

Già in essere l’Union River Tour, progetto che prevede scambi di vedute, confronti e collaborazioni con diverse entità della provincia di Rovigo e non solo.

Sviluppo con nuove amministrazioni e nuove associazioni del territorio che condividono il progetto Union River.”

C.S.



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